“I Brutti nei guai” di Philip Ardagh e “Il pifferaio di Hamelin” di Russel Brand, Il castoro; “Zia malefica” e “Polpette di topo” di David Walliams, L’ippocampo

GiGi Il Giornale dei Giovani Lettori

dahl2Passati i festeggiamenti per il Roald Dahl Day, è giunta l’ora di passare oltre… restando però nel segno dell’eredità del grande scrittore, che ha aperto la via a un nuovo modo di scrivere per i bambini.

Da pochi giorni è entrato a far parte dello Oxford English Dictionary (insieme a altri cinque termini tratti dai libri di Dahl) l’aggettivo “dahlesque”, la cui definizione è “tipicamente caratterizzato da trame bizzarre, personaggi adulti malvagi o o ripugnanti, e da umorismo macabro”.

La visione di un’infanzia svantaggiata che si contrappone a un mondo adulto gretto e meschino Dahl lettore l’ha certo imparata dai classici della letteratura vittoriana, quando cominciarono a comparire sulla scena letteraria schiere di orfani sfruttati e di bambini infelici, maltrattati dai loro stessi educatori. Essendo stato un alunno maltrattato da un preside crudele, Roald apprese l’iniquità di cui sono capaci certi adulti direttamente sulla propria pelle. Come…

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